Castelvecchio
Panni stesi , case e rondini , tegole e antenne
e gatti a seguir odori di cucine e fuochi ,
vicoli e ciotoli , di labirinti mai ne venne
di zoccoli duri ,muli e muschi.
Tavoli stanchi , di bicchieri e braccia ,
di carte e bestemmie , taverne
di premio e la fatica scaccia
e ancor di vino , a berne.
E a calar del cielo , e stufe accese ,
di legna di ceppi e arde ,
code e cani di carezze scese
con mani dure e arse.
Nebbia e bruma di nuova attesa ,
e i campi attendono terra e aratri
di fiato freddo , di mani a chiesa
e gote piene di donne e madri.
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Commenti (2)
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G
Giusi29 marzo 2007
la natura espressa attraverso il viver quotidiano... paesi, mani incallite dal lavoro, br carezze, volti accanto al fuoco... un paradiso di bellezza.
O
Oliviero Angelo Fuina30 marzo 2007
La leggo dopo la tua ultima. E' una conferma del tuo stile maturo ed altamente evocativo. Pennellate di lemmi sparse fra sguardi e colori a consegnarci un panorama privilegiato dalla tua personale finestra di penna.