T'odio (del nascosto amore)
T'odio e anche mai dal mio amore
al soffoco dei miei lampi
ben vedo i miei lacci stretti
al costretto pulso del mio petto.
Commisi tra nebbie e pieghe di gelo
l'infatuo attimo dell'averti abbraccio
scarto continuo di mie colpe
all'infausto giorno del tuo tradito.
Eppur del tracciato mio bene
assaporai d'antico tempo
forme a me care e incastonati seni
ormai al ricordo di sterili istinti.
Allorché al mio pianto sputo
sollevo vinto il mio calice
e ritorno di ciò che fu distante
l'invito al suo, del corpo dentro.
Levo quanto posso e di più oso
del mio livore crescendo tengo
cambio i tuoi risi e ammicchi fermi
all'acredine dei tuoi spenti desideri.
E dunque celato al nostro amore
del chiuso dentro al ribelle grido
m'allontano furioso a questi sterili giorni
in braccio cullo del mio desidero urlo.
©
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