E attendo
Vorrei dirti con sommo diniego
dal quale il mio disprezzo preme
alla gola con palmo dal volerti distante.
Divisi da scelta per distratte strade
l'abile mentire del sapiente padre volle
al diseguale insegno all'unisono cuore.
Crebbi al lottare forte unico al fianco
mentre e con siffatto ostile
la mia carne con violenza abbatte.
Or ti lancio del mio pacato arrivo
di rivalsa al mio bisogno
la tua assenza mi fu lacrima al mio dolore.
Al tuo nome chiedo del nascosto meschino
e l'urlo al tuo discepolo
la rabbia a grossa vena al complice ignaro.
Del pavone e il pennacchio in capo
il buffone ostenta con riso
che di corazza abbraccia al vile gioco.
Orsù fratelli coi puntati fucili
smettete l'esito al plotone
alle tirate somme prendete mire e colpe.
Dei nascosti figli e marionette madri
dello stesso sangue volgo al vigliacco
e attendo copioso il sorriso al vostro dispero.
E attendo
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