Lembi d'istanti
Eppur quando labbra di schiuma e sale
irrompono insolenti a risacca
del leggero passo al calpestio affonda
del tocco lambito il vento a chiamare.
Insalate d'erba al capriccio del cammino
rompono stizzite profumi e luci
fin quando ali d'ombra e grossi becchi
recitano versi a chiamar del sole.
Fermo e un attimo ancora m'ascolto
spezzando spinte di sbuffo raccolgo il crine
e a voltar di spalle esigo il mio nero al fianco
unico al solitario del mio essere leggero.
E ancora spengo orizzonte d'occhi del blu infinito
rannicchio ginocchia prestando sabbia e mani
del trabocco granello al gioco di stretti pugni
al paesaggio innalzo il capo e mi sporco d'un riso.
©
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