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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Elena Poldan
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Introspezione 9 maggio 2013 · lettura 1 min · 1890 letture

Fuori gioco

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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non seppi il profumo del vento quello dolce del mattino quando nuvole suggono il sole e tepore dilaga nel cuore tuffandolo in quel mare di miele che lambisce e inonda di calore -germogli di vita tra candidi veli avvizziscono lesti fra drappi d'aurore funeste- non seppi il gusto del sole che esplode la vita entro abissi di languore e diviene stupore in un piccolo fiore fra estinte ombre di carenza e sconfitto gelo che solo oscura sguardo senza cielo solo seppi il caldo che avanza fra tempeste d'affanno afa e sgomento che biechi assalgono falciando sorrisi precipitando in baratri di tormento senza fine e senza fondo solo freddo nell'anima scoperta e una finestra per osservare gli aquiloni
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (4)

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M
Moreno Tonioni11 maggio 2013

Approdo fra le parole della Poldan quasi per caso... e meraviglia, mi imbatto in questo squisito intessuto di eccelsa metafora e ottima fluenza. "seppi" è il magico incipit, che inalza la struttura del testo oltre al popolare, suggerendo l'avvicinamento a quel poetare colto che genera lirica. Concludo questo mio commento, evidenziando la beltà della chiusa.

Oriella Del Col11 maggio 2013

La forza devastante di quel che avrebbe potuto essere e non sarà, in questi versi assume una dimensione palpabile, fortemente fisica. Perché ho l'idea di una non nascita? Grazie.

Jibi13 maggio 2013

Una poesia intensa che soggiace a un grande dolore Taglienti ma lucenti i versi, come un diamante nero, pieni di sentimenti irrisolti che come un tarlo rodono l’anima. Opera preziosa, tutta nelle mie corde.

h
hy ju13 maggio 2013

Che forza queste parole! Come affonda quest'introspezione e scava e penetra senza sconti al dolore senza fermarsi nemmeno un attimo. Avessimo tutti il coraggio di guardarci dentro così!!