Fuori gioco

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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Approdo fra le parole della Poldan quasi per caso... e meraviglia, mi imbatto in questo squisito intessuto di eccelsa metafora e ottima fluenza. "seppi" è il magico incipit, che inalza la struttura del testo oltre al popolare, suggerendo l'avvicinamento a quel poetare colto che genera lirica. Concludo questo mio commento, evidenziando la beltà della chiusa.
La forza devastante di quel che avrebbe potuto essere e non sarà, in questi versi assume una dimensione palpabile, fortemente fisica. Perché ho l'idea di una non nascita? Grazie.
Una poesia intensa che soggiace a un grande dolore Taglienti ma lucenti i versi, come un diamante nero, pieni di sentimenti irrisolti che come un tarlo rodono l’anima. Opera preziosa, tutta nelle mie corde.
Che forza queste parole! Come affonda quest'introspezione e scava e penetra senza sconti al dolore senza fermarsi nemmeno un attimo. Avessimo tutti il coraggio di guardarci dentro così!!


