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Uomini 15 maggio 2013 · lettura 1 min · 1190 letture

A Giacomo Leopardi

Vincenzo Strati 19 poesie pubblicate
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Alle soglie di un'estate, lontan dalla nativa Recanati, all'ombreggiar del Vesuvio improvvisa la vita si spense, ma tu, Giacomo, esisti ancor. Silvia ti rese immortale, con lo splendor dei tuoi versi che sperduto stendevi mentre speranza invocavi. Dicesti dolce il naufragar con il pensier nell'infinito che dal caro colle miravi, ma il fragil corpo avversava lo scorrer quieto dei giorni e l'immenso dolor dell'animo il rifugio poetico indicava. Il tramonto della luna fu l'estrema tua opera prima che anche tu cadessi. Con la mano non mostrasti la fredda morte o la nuda tomba, ma dell’eterna gloria la via.
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L'autore
Vincenzo Strati
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Commenti (1)

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Laura Impellizzieri15 maggio 2013

Non si può parlar di poesia senza ricordare G. Leopardi. I suoi versi rimasti nella mente dai tempi della scuola... Bel pensiero ricordarlo.