A Giacomo Leopardi
Vincenzo Strati
19 poesie pubblicate
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Alle soglie di un'estate,
lontan dalla nativa Recanati,
all'ombreggiar del Vesuvio
improvvisa la vita si spense,
ma tu, Giacomo, esisti ancor.
Silvia ti rese immortale,
con lo splendor dei tuoi versi
che sperduto stendevi
mentre speranza invocavi.
Dicesti dolce il naufragar
con il pensier nell'infinito
che dal caro colle miravi,
ma il fragil corpo avversava
lo scorrer quieto dei giorni
e l'immenso dolor dell'animo
il rifugio poetico indicava.
Il tramonto della luna
fu l'estrema tua opera
prima che anche tu cadessi.
Con la mano non mostrasti
la fredda morte o la nuda tomba,
ma dell’eterna gloria la via.
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L'autore
Vincenzo Strati
Commenti (1)
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Laura Impellizzieri15 maggio 2013
Non si può parlar di poesia senza ricordare G. Leopardi. I suoi versi rimasti nella mente dai tempi della scuola... Bel pensiero ricordarlo.

