Via per l'alba
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
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Il tremore sottocutaneo,
il sangue strappato che allaga
le drolerie cantilenanti
fino al margine estremo del viale
(ove termina l’autocommiserazione)
Lì la democrazia esala l’ultimo respiro - in sole otto stanze
l’Umanità ha perso e deluso:
l’Uomo è risultato manchevole.
Io apostata rifuggo le coperte linde
i soggiorni ordinati della circostanza
e creo il mio giaciglio negli angoli più estremi
(al di là del cortile vi è un cumulo di rovine adatto)
Dopo l’ennesima fuga - e come sempre avviene
Il fringuello fa evaporare i tradimenti,
quelle bugie sordide vanifica;
le esalazioni letali di una sola famiglia urtano
creando buffi quanto orribili conati
nelle viscere della terra stessa!
Essa si ribella e con me piange in silenzio
fino a sera inoltrata.
“Notte e luna e astri Voi tutti, stringiamoci!
Che nessun’altro trovo, ascoltatemi!
Poiché mia madre è sorda, consolatemi
che mio padre è muto"
Ora
che sono ancora vostro figlio.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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Stefano Drakul Canepa16 maggio 2013
ne apprezzo tanto la forza, lo splendido crescendo verso un finale che sa di ritorno e di ribellione. Lascia un'energia non banale, un sapore di tramonto ed alba insieme. B e l l a
Francesco Rossi17 maggio 2013
Quando il sole scopre quello che è il risveglio mattuttino sente la voce del cielo e si fa coccolare d'alba che dona docezza alla terra mentre quelle piccole nuvole ammutolite osservano. Così la famiglia nelle metafore usate dal poeta in questa sua composizione poetica.


