E se

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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Domande che scuotono e affondano nelle stesse acque in cui si ha paura di naufragare... e toccano in ogni verso quella parte che la vita riserva di dolore ad ogni creatura o parte della natura, che sia foglia o cielo o semplicemente polvere... La mia sensazione: esattamente qualcosa che si forma e poi si dissolve... appare e poi scompare. Un'intermittenza che connette e disconnette, volutamente senza una ragione... Come il giorno e la notte.
se: particella scarrupativa, diceva il grande filosofo Totò. Le foglie ritornano, come le cicale... tutto va e viene in un continuo riformarsi. E' il senso della ricerca e del dubbio che ci spinge sempre a cercare il meglio analizzando il peggio di noi. E' vero che impariamo dagli errori, ma ciò che impariamo diventa un bene che ci permette unaltro passo avanti. Ottimo anche il naufragare che ci permette di essere spiaggiati dove una barca non potrebbe arrivare. Invidio quella seconda strofa che trovo meravgliosa ed insieme all'ultima sono il cuore dell'intera poesia. Sono il motore che muove tutti i dubbi con i quali analizziamo il nostro vivere.
un dubbio che ritorna e stravolge nelle notti che stanno per svanire, forse un amore malato o un semplice ricordo... bella, evocativa, magica...
Grande riflessione tra dubbiose strofe ...nel loro svanire e ritornare... l'alternarsi di situazioni senza un'apparente ragione... Ottima... lettura da non perdere...
La poesia non è parole, né un’azione che culmini in fatti, ed è una difficile cosa E tu non puoi misurarla se non con la tua propria misura Ed è la tua patria, promessa oppure no. (Nathan Zach)





