La mia prima, vera dormita!
Adone Raggi
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Suona la sveglia,
ticchettio di pioggia
dolce dormire.
Stanchi ombrelli riaprono
le palpebre svelando neri occhi
ancora gonfi di lacrime di pioggia.
Coraggiosi paladini
si ergono, come aureole,
su capi increduli:
scuri pallini di punto di domanda
posto alla fine d'una frase incredula
e vogliosa di sole.
Suona la sveglia,
avvolgente tepore scavato in tane di materasso
letargo prolungato.
Coperte grigio plumbeo
soffocano lenzuola di cielo azzurro
abbandonate, ormai
in bocche di vulcani sbuffanti:
antiche asciugatrici di cambi di stagione.
Suona la sveglia,
rami schiaffeggiati da secche mani di vento,
altri cinque minuti.
Taglienti lame d'aria
vorticano intorno ad esili corpi
incidendo scudi d'abiti incerti, insicuri.
Suona la sveglia,
in piedi dormigliona primavera
un altro giorno deve cominciare.
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Adone Raggi
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