M'appari e d'incanto cedo
M'appari e d'incanto cedo,
figlia d'Eva violino di curve
poggi di ulivi e capelli.
Incanto e tarantella di lodi,
navate e seni, occhi
a esitare cotanto ardire.
Allaccio a me angosce scolari,
ritardo pensieri osati
nell'averti, ostro dipinto.
Labbra e farfalle schiuse,
regali seta e affanni
mentre le mie stille tergo.
Colonne di marmo, gambe
mappe di fianchi e lisci disegni,
inducono movenze volute.
Mi coltivo della tua essenza,
balsamo feroce e briglie mai domite
è una elegia infinita.
M'appari e d'incanto cedo.
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Semplicemente Lulù1 aprile 2007
Un titolo-finale che nel mezzo sa racchiudere un bauletto di profonde sensazioni sonore..