La pioggia - Anime dannate
E uno scroscio mi distrae
dall'immergermi nel mare fittizio, incantato dei vorrei.
Leggero, irrefrenato, lo Zefiro accompagna
le mille lamiere d' acqua, che, insistenti,
scivolano dal cielo in picchiata,
quasi a contesa.
Ma il traguardo non è il saldo, eterno suolo.
Anime dannate, proseguono la via, cercando,
disperate, il loco della fine, dell'amnistia.
E corrono, s'infilano, s'incontrano e si perdono.
Ognun per sè, alla scoperta della completezza.
Indugiano pria di unirsi ad altre compagne.
Poi s'arrestano.
Riposano e godono, nell'abbraccio comune,
dell'accogliersi senza distinzione, forza che è d'uopo
ad ascendere ancora verso il loco natio
e unirsi al soffio pilota, che le guida a nuova vita.
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Commenti (1)
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mollimra24 maggio 2013
bellissima, lamiere d'ascqua a contendersi, come l'iirrefrenabile lotta dell'uomo a contendersi traguardi per poi giungere dove tutti prima o poi... e passare a nuova vita... oltre la vita