Alleluja
Io mi ricordo un mondo,
tanto da caderci dentro
e sento ancora il bacio,
il naso freddo sulla guancia.
L'odore dei vestiti, l'inverno,
i quaderni pieni di parole,
il sapore delle prime sigarette
e quello che sentivo
nel passarti sotto casa,
immaginando il pane buono,
le posate e la tua cena,
se tua madre si accorgeva,
scappavo in bici dritto in piazza.
Che cosa senti tu, ragazza...
che mi rubasti tutto quanto
ed eri ovunque, nella sera,
sulle mura e nella chiesa,
la domenica mattina,
il coro e l'alleluja
delle tue cosce in calze nere.
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Commenti (2)
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Maria Rita Scasciafratti23 maggio 2013
Descrizione delicata di un amore d'altri tempi, quell'amore che gioiva delle piccole cose concesse e a volte rubate. Molto apprezzata
Annamaria Barone23 maggio 2013
sembra una canzone cantata nell'adolescenza, sembra un racconto tra fanciulli in fiore, sembra una favola, era vita, emozione e graffi, di quelli veri di quelli che ti sembra che nulla potrà essere più uguale a prima, bellissima questa lirica, ha la freschezza del primo amore ed il dolore dei bei ricordi

