Nel mormorio
Gesuino Curreli
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Nel mormorio velato della sera
mi torna asprigna l’eco del tuo canto
che gonfia le ombre lunghe di rimpianto
nel vespero, e si leva una preghiera.
Che sarà mai, chissà, che nel ricordo
colora di ambra e d’ocra la speranza,
e sfuma tinte della lontananza
con nota che risveglia un cuore sordo?
Che sarà mai, se non l’acerbo addio
che demmo ai giorni roridi d’amore,
smarriti e sempre immersi in un sentore
di offerta rifiutata dal buon Dio?
Ci offrimmo, molli come pasta al forno,
alla bocca mai sazia del destino,
fragranti gli anni e ingenui nel cammino
che mi ritrovo vuoto tutto intorno.
Cantavi, e con te cantavo anch' io,
e avevamo smeraldi nella voce,
tu profumo del frutto più precoce
che esalta a meraviglia i suoi colori...
io sfrontato sparviero sugli amori
che artiglia con il volo suo veloce.
Nel mormorio si abbrunano gli umori
e la sera si siede alla mia mensa,
per una confessione breve e intensa
lontano dagli abbagli e dai rumori.
Si scopre nuda l'anima e sincera,
piegata sul silenzio denso e fondo
dove tace il rapace vagabondo
che tanto errò per cieli a primavera.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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