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Impressioni 29 maggio 2013 · lettura 1 min · 7805 letture

Zina non conosceva il colore del mare

Francesco Falconetti 237 poesie pubblicate
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Zina non conosceva il colore del mare, coi suoi quindici anni ed una valigia vuota s'incamminava scalza lungo la polverosa strada di paese che portava al mare. Nessun amico, nessun perdono, quegli occhi azzurri d'un azzurro mare sconfitti e spenti guardavano ormai solo il silenzioso vuoto della sua anima. Zina, coi suoi quindici anni, con quello strano trucco sulla sua faccia da bambina, troppo evidente da cancellare, troppo profondo da poter dimenticare. Zina, coi suoi quindici anni, con una mamma sola e sei fratelli da dover sfamare in quell'Agosto afoso di paese del Sud dove la povertà  è vergogna e la disperazione ti fa vendere il corpo uccidendoti l'anima. Zina non conosceva il colore del mare, a piedi scalzi raggiunse la scogliera e, stanca, chiuse gli occhi per un istante, mentre l'azzurro dei suoi occhi s'unì all'azzurro profondo del mare.
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Liberamente ispirata alla tragica storia di Palmina Martinelli, morta bruciata viva a 14 anni a Fasano (BR) l'11 novembre 1981 e mai creduta, pur avendo denunciato, mentre era ormai morente in un letto d'ospedale, i suoi assassini. Il nome qui citato, Zina, è di pura fantasia e non intende riferirsi a nessuna persona così chiamata.

L'autore
Francesco Falconetti

A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.

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Commenti (7)

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Stefano Drakul Canepa29 maggio 2013

bella, commovente, tristemente attuale... grazie per averla scritta.

Rosita Bottigliero29 maggio 2013

Una testimonianza da urlare e far sapere ... occhi innocenti che non hanno visto più luce per ogni catena che si possa aggiungere alla rabbia... versi decisamente apprezzati

EmiliaGuerra29 maggio 2013

parole di dolore, nessuno dovrebbe giungere a tanto, ma la verità fa male!

Elena Poldan29 maggio 2013

non bisognerebbe mai dimenticare questi atroci episodi, purtroppo innumerevoli, che hanno macchiato indelebilmente l'Uomo... che conducano a riflettere su quanto poco (nulla!) faccia la giustizia per tutelarci, quanto vergognoso ed insopportabile sia apprendere come questi mostri spesso la passino liscia...

S
Salvatore Linguanti18 dicembre 2013

Un racconto poetico di un fatto accaduto. L'uso dell'anafora imprime un ritmo incalzante all'opera, quasi a voler stimolare il lettore a non dimenticare. Scritto molto bene.

Berta Biagini31 ottobre 2014

Purtroppo anche questo fa parte della vita – non finiremo mai di assistere a simili episodi. Chissà perché, ma il male sembra debba sempre vincere. Commossa è poco.

Miriam Badiani10 dicembre 2014

Il dolore di una vita spezzata narrato con struggente bellezza. Commovente e indimenticabile.