Frantumati cocci di te
Sospesa là, tra il cristallo dell'anima
e la carne quale unico usbergo,
intercapedine di vuoto frammise,
in cui ogni urlare si smorza
e il respiro s'ammanca.
Nell'attesa che tacesse
l'ignominiosa rabbia,
mai avvezza all'inaspettato colpo,
sperava.
In silenzio ancora.
Ma sotto la mano dell'incline al vile
s'incrinò veloce l'esile scudo.
Il corpo pianse, in cruenta morsa avvinto:
trafitto fuori e impotente,
confitto di schegge
dentro, di frantumato cuore.
Esplose dunque il dolore
nel tempo zittito
nell'unico possibile grido:
mai più!
©
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L'autore
Jura
Commenti (1)
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L
Loreta Salvatore9 giugno 2013
Una pregiata poesia per fissare momenti di una violenza subita, di un'oppressione che schiavizza e che rende inermi. Esplosione di emozioni e sentimenti che sedimentano nel cuore. Una chiusa splendida!
