Candele di ghiaccio
Candele di ghiaccio
s'accendono e tremula è l'ombra:
protesa, è già fuori
da questa spelonca
di un cuore mutato,
il tuo, nelle roventi coltri
del gelido livore.
Violacea quest'anima mia
esangue, esausta,
spremuta s'allontana
e sommessa insorge:
raccoglie brandelli di sé
che aguzze e glaciali parole,
le tue, dilaniarono, confitte.
Giungono taglienti
alle spalle gli algidi echi
che proferisci ancora, gli ultimi
che ti concederò prima
di distendermi al sole,
finalmente fuori,
finalmente pronta
a sorridere ancora.
Perché tutto si trasforma,
purtroppo o per fortuna.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Jura
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Massimiliano Moresco16 febbraio 2014
"Candele di ghiaccio si accendono e tremula e l'ombra"... amo questo tipo di contrastanti paradossi. Poesia che si fa ribellione, forse, un amore finito che ha sfinito l'anima diventata ormai violacea a furia di prendere schiaffi dalla vita. Nella chiusa una constatazione di come può essere amara l'esistenza ma, per certi versi, anche consolatoria. Infatti il tempo è in grado di trasformare ogni pensiero o sentimento e Condurci verso nuove strade più adatte al percorso di maturazione dell'individuo.

