Vergognoso retaggio
Distolgo lo sguardo
dai resti di memoria
incorniciati dell'inutili parole
delle tarde delucidazioni
Mi volto davanti a te
a cui tolsero l'umana identità
e mentre nel disseccato corpo
s'erge la tua anima tumida
e nell'opaco sguardo,
m'interrogo: avrei potuto?
E resto con gli occhi bassi
dilaniato nel forse.
Se nell'umana natura
si cela lo scempio del carnefice,
mi pongo tra le bestie
con deferente onore
perché esuberante
è la vergogna d'esser uomo
mentre la rimembranza
palesa quel che fummo.
©
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L'autore
Jura
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