Migrare

In punta di piedi ci coinvolge
dell'alba quel misterioso velo,
opaco divenire di irrequieto tempo
che crudo ruba l'attimo fuggente,
mentre tu... pellegrino dell'esistere
ti maceri prostrato nelle tue miserie.
Si farà strada ancor il pallido sole
fra grigiastra cortina di nubi in transito,
sbiadita foto dell'anima di un vuoto incedere
dove gioia e fantasia si son perse per la via,
divorate dal quotidiano rapace vortice
parco di sentimento e di lussuria avvezzo.
Tarpate ali a meriti e buone azioni
lasciati in balia di venti e correnti,
in quell'esponenziale defilato migrar
come rondini verso quel mirabile approdo:
nel nuovo disegno a prender corpo
la competenza e il sovrano ingegno.
Piange l'anima e smarrita si ribella
sempre più svilita a una nuova partenza,
risorse immani all'ammasso gettate
per la falsa indole che muove le pedine,
in quell'ingordo manipolar d'ingegno
rubata ogni parola per quel sano sdegno.
Come marionette ci moviamo nella scena
in usuali movimenti seguendo ritmo e scia,
in quella sterile protesta sempre più misera
che s'infila nella melma di retoriche svilite:
la nube sempre più oscura bagliori di sole
e nel comune fardello non trovano luce... le parole.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli7 giugno 2013
marionette senza parole ma con il cuore che batte e vibra ... marionette per necessità e per quieto vivere... eccellente riflessione che condivido e apprezzo
