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Donne 2 giugno 2013 · lettura 1 min · 2653 letture

Candidamente acerba

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Sei nell'ombra il rifugio di ciocche corvine e di un nido occultato di sguardi E sono isole vermiglie le labbra congiunzione di un nodo purpureo Socchiuso è il gemito muto di miele e latte il sospiro sull'orlo Nelle vesti fragranze di bosco e primavera dei campi Sei un giardino in profumo d'amore verde frutto velato sottaci.
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L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (5)

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Jura2 giugno 2013

Freschezza emanata da questi versi che ricordano l'estate, i primi amori, l'adolescenza quando da acerbo un frutto diviene primizia.

nel concavo splendore di primizia velata, il germoglio dell'amore contiene dove pur l'acerbo... si diluisce tra le vene... che meravigliosa Poesia...è Bellissima

Fiammetta Campione3 giugno 2013

eccellente descrizione di una giovane bellezza in poche sapienti pennellate, molto gradita.

Francesco Rossi3 giugno 2013

Paragonata a un frutto dolcissimo sul quale posare lo sguardo e poi gustarne il nettare. Versi magnifici.

stelsamo4 giugno 2013

Questi splendidi versi, emanano tutta la bellezza e la freschezza dell'amore che ha il sapore di un frutto acerbo e la fragranza di un fresco giardino di primavera.