Sono quella poesia
Non troverà giaciglio
la penna che attinge poesia
tra paludi e cantilene inconsuete.
Il passo è incauto
inciampa il tratto preciso
smarrendo la rima baciata.
Scorre ora inchiostro
dalla vena aorta:
battiti ritmati
langue la parola
sfugge il pensiero
trema la mano.
Sono quella poesia
rotta sullo scoglio
sgretolata da onde impetuose.
Scivolo su bianchi fogli
mi ferisco
colorando di sangue
pagine vuote.
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Commenti (1)
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sergio garbellini3 giugno 2013
Una dimostrazione concreta di quando manca l'ispirazione vera, quella che ti fa scappare la penna sotto alla mano e non riesci a trattenerla nello scorrere dei versi che impetuosi si stampano sulla pagina, sino a riempirla tutta. Ma ci sono quei momenti negativi che a volte ci lasciano l'amaro in bocca, perchè, pur con la grande volontà di voler a tutti i costi scrivere qualcosa non si riesce ad amalgamare il desiderio con la fantasia. Versi veri e poeticamente sanguigni.