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Amore 6 giugno 2013 · lettura 1 min · 2880 letture

Vecchia barca

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Sebastiano Magazzù 128 poesie pubblicate
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Ormai da troppo tempo mi ritrovo in secca assalita da voraci tarrme come cibo consumata piango quei giorni che sapevano d’onde osservo silenziosa il volo del vecchio amico airone. Nella tiepida luce del rosso tramonto l’amico Zefiro mi riporta il canto delle sirene delle notti d’estate passate sull’incantato mare nell’innescare l’esca mentre si andava a pescare. Il fiato della risacca bacia il mio corpo scheletro amaro come gli scalmi usurati dal sale che baciavano i remi mentre vogavano col sudore asciugato dalla rugiada brezza. Accheto la malinconia in un fievole respiro mentre aspetto la marea sorella della luna l’amica dei sogni cullati nel silenzio al vociare melodioso delle conchiglie. In controluce il negativo ormai sfuocato della mia amatissima vela ne ero fiera aveva i colori della gioiosa primavera sventolava tutta la libertà ai gabbiani. Non piangerò in questa stellata notte sentirei il preludio della mia morte non c’è miele più dolce di chi mi ha tanto amato fin dal primo giorno che in mare mi ha buttato.
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Nella notte una voce era la mia vecchia barca a parlare.

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Sebastiano Magazzù
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