Vecchiaia

Avevi tutto per il domani
Avevi vento e tulipani
Pertiche di tempo
Con le mani sul grembo
Congiunte in preghiera
Folate a spazzar la brughiera
Avevi gioventù e gloria
Ti mancò la memoria
Commettesti un errore
Correr dietro al dolore
Capelli d'argento
Filamenti d'un firmamento
Hai solo un ricordo
Un rumore sordo
Un tonfo al cuore
A rubarti quel dolore
A rubarti l'argento
E tutto il firmamento
Hai un momento
Per raccogliere il vento
Tempo di capirlo
Che ti trovi ad inseguirlo
Gatto nero maledetto
Boia che esegue il verdetto
Avrai stipato le emozioni
In luride pensioni
Per pochi soldi a barattare
La solitudine con l'amare
Sotto coperte grigie di noia
annasperai in cerca di gioia
Avrai il capo canuto
E per lo più muto
Te ne starai in un cantuccio
Con in testa un sol cruccio:
Cosa sarebbe stato il dolore
Se sol l'avessi chiamato amore?
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L'autore
Alessandro Rossi
Nato a Roma il primo marzo 1980. Cresciuto a Roma, con lo spirito rivolto verso le montagne dei miei nonni paterni, i quali sempre serberò nelle profondità più intime del mio cuore. Felice di aver vicino una donna fantastica. Nonostante un lavoro che mi intorpidisce l'animo, conservo i sogni di un uomo liber
Commenti (1)
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Jura12 giugno 2013
L'interrogativo del poeta lascia un amaro dubbio: chiamare con il suo nome ciò che ci fa soffrire lo rende meno doloroso? Probabilmente sì se questo vuol dire prenderne consapevolezza e distanza. Molto sentita.
