Tio Pepe

Zio Pepe s'imbarcò
che ancora era un bambino
il padre lo baciò: - Peppì, nun ce scurdà! -
Nel freddo dicembrino
salpando da quel molo
lasciò matrigno suolo
e in "piccola Venezia"
andò a cercar fortuna
viaggiando molte notti
in poppa al chiar di luna.
Da più di dieci lustri
non sente aria di casa
ma sempre ai figli dice:
- Italia è un'altra cosa! -
Ricorda i pungitopi di rossi frutti
adorni e neve senza posa
e ancora non s'avvezza
alle vermiglie bacche
di esotico caffè.
Oggi zio Pepe è in festa:
all'aeroporto attende,
un giovane s'appresta
l'oceano a traversar.
Dalla scaletta scende,
è lui, sangue non mente,
rivive suo fratello
perso tragicamente.
Barcolla emozionato
nel vigoroso abbraccio,
gioia d'un emigrante
che dopo sessant'anni
radici ha ritrovato.
©
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L'autore
Jura
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