Pensieri d'alto mare
E va la nave verso il mare aperto
lasciando a poppa eretti campanili
braccia levate in ultimo saluto
di congedo. Rigor di monti
astruse geometrie
di filamenti umidi e rosati
è corteo della rocca che ora giace.
E la distanza lascia solamente
una striscia dorata all'orizzonte
poi più nulla, mare e solo mare.
Io t'odio e t'amo mare e solo mare
mare tremendo, bestia stupenda e prona
dall'ansimante murmure vegliata
e sacra di vertigini foriera
a chi immaginazione alta soccorre
cadendo lenta nelle vie più cupe.
Il pensiero sprofonda metro a metro
e la luce ribelle filtra ancora
sempre più fioca mentr'io discendo
nel buio, nel silenzio dov'è pur sempre vita
e morte appare a me che aspiro l'aria
e i colori e il sapore di amarene
libero vento e libero frapporsi
di ostacoli al mio andare nell'azzurro
solida terra e case e cimiteri
popolati di pini e di cipressi...
E ancor più giù più giù, dove il pensiero
sa di certezza e mi appare come solido
ergersi di muratura ardita piena
so di pensare e nel saperlo lego
le mie incertezze all'esser vulnerabile
e le certezze al farsi di ragione
nel penetrare progressiva il buio
reale o immaginato, non so quale.
Chi governa il mio tempo e chi incatena
la libertà e il destino e degli spazi
universi il generarsi alterno?
...
E tuttavia
quando la prua s'inalbera nell'onda
e porta odor di terra e di gabbiani
la roca voce -che festa che indulgente
specchiarsi in coste rosa e nuove
lasciarsi andare a percezioni altre
prive di nesso! Terra di nessuno
terra che t'ama solo che lo voglia
tu . Tu che lanciasti il cuore oltre la soglia
del pensiero profondo e consapevole
e immenso abbracci l'immensa leggerezza
dell'esser vivo, lo sai senza ragione.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi18 giugno 2013
Poesia pregevolissima, la lunghezza viene colmata dal stile sciolto almeno nella prima parte. I contrasti di pensiero si alternano, a vote con riflessioni che lasciano spazio all'universo percettivo del lettore.
