Anna Karenina
Non ho più voglia di salutarti in piedi
sotto la tettoia della mia giovinezza
col mio treno in partenza e il tuo in arrivo
Voglio salutarti dal davanzale di un mattino secco
con la mia voce bruciata che viene di lontano
o dall'acqua che gorgoglia di un veliero in affondo
ma bello, bello così che si fa amare nel profondo
pianto dorato dei tramonti.
Ma più non piango, né prego, né immagino vascelli
artificiali con musiche da film di costume
...e in silenzio il treno è arrivato al confine
Che vale se questa sera il mio corpo di donna
involgerà la sua mente nel fagotto delle mestizie
per un lungo, troppo lungo viaggio?
Oh, abbandonata anima!
Io, Anna Karenina
©
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