Madri interrotte
E quando finiranno le foto da postare
resterà l'inutile sfogliare di consunti
album e delle pagine sfibrate
dagli umidi rimpianti.
Quand'ogni particolare sarà colto
in ogni sua scansione
resteranno cumuli
un cuore trapunto
di schegge di tempo.
Non trova un posto pubblico il dolore,
nelle struggenti retrospettive,
una poltroncina riservata in prima fila
mentre dietro si mormora di un soffrire distante.
Fino a quando mani intrecciate
accoglieranno madri interrotte?
Riprendono usurati gesti
ed esse il barcollio d'un moncone di vita.
In meri bagagli rovesciati
di ninnoli accarezzano
la fredda pietra e
tornando, il marmo inerte sfuma
nei ceri profumati qual
scampoli d'esistenza
riproposta.
Non torna!
E non c'è spazio alcuno
che umana visura possa misurare
laddove accatastare la mestizia.
Dalle geometrie della vita
si stacca il leitmotiv
restano confusi disegni
e meandri reconditi:
libero è il cuore scarnificato
nell'assolo di un lamento soffocato.
©
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L'autore
Jura
Commenti (1)
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Francesco Rossi27 giugno 2013
Si noti come la poetica danzi sulla soglia della vita e della morte in modo concreto che offre punti di intensa riflessione al lettore.

