Piange il maestrale
Gesuino Curreli
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Piange il maestrale e batte contro i fianchi
del calcare, impassibile gigante,
l'estate canta, e il cielo fiammeggiante
col vento mi ricorda quanto manchi.
Di questi tempi i boschi erano amici,
suggeritori assidui di pensieri,
ma tutto si é fermato all'altro ieri
sospeso dentro un limbo di appendici
dei giorni mai conclusi volentieri.
Piange il maestrale e sento la tua voce,
nell'eco che riverbera di sera
la lunga solitudine severa,
compagna inevitabile e feroce.
I fumi neri dicono lontane
devastazioni e piaghe alle campagne
la luna grande scrive le lavagne
del male mai risolto, eterno, immane.
E io balbetto, un po' poeta, e grande
confusionario senza dimensione,
visionario per fede e propensione,
amante d' emozioni e di domande.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Jura28 giugno 2013
Come un pittore, il poeta dipinge in versi la malinconia di un tempo che fu che si stinge nella constatazione della presenza ineluttabile del male in ciò che lo circonda e che lascia l'essere umano inerme e confuso. Apprezzatissima!
s
sergio garbellini28 giugno 2013
Un collega di metrica e di rime con cui mi compiaccio per i suoi versi estremamente interessanti. Un tema di difficile attuazione, descritto e sviluppato con ottima bravura, un autore che sa esprimere concetti interiori di assoluto interesse, complimenti.

