Colline
Pallide orde di vacche e campi,
di canneti e bruma.
Aratri stanchi di terre girate,
argini e fiumi a dissetar zolle
e contadini.
Donne e vestali, grembiuli gonfi
a contener pane e riposo.
Maestosi ulivi, d’ombra e oro
casse volte a prendere terga e schiene.
I giochi festosi di un cane, lacerano
sorrisi e rughe, di uomini e cappelli.
Mani dure e sapienti, a raccoglier
chicchi e pepite rotonde.
L’odore acre, di sacchi e iuta, si aprono
avidi a contenere manciate e foglie
del nettare prezioso.
E al tramontare di case e camini,
il ritorno è un borbottio di dialetti
e gesti di tempi passati,
con musica di zoccoli e selciato.
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Commenti (1)
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Franca Pistellato7 aprile 2007
Meravigliosa! Cortometraggio neorealista della raccolta delle olive. Lessico perfetto! !
