Il rosolaccio
Non lascerò vuoto
il solco del destino:
brucerò sterpaglie
di gramigna
estirpando radici amare.
Dura terra incolta,
anima dolce
che lacrima dolore.
E sarà sangue
a colorare il timido rosolaccio...
e sarà amore
a riempire silenzi...
e sarà nostalgia
a seminare l'aria.
Oh vita che tracimi argini:
incautamente ho vissuto nel limbo,
incautamente mi risveglio
nel tempo logoro
della mia realtà.
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Commenti (2)
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mollimra3 luglio 2013
affrontare la realtà, un risveglio dopo un lungo torpore che annienta l'anima, una voglia di reagire e vivere la vita, coltivare il proprio campo e averne cura nel migliore dei modi, nel possibile umano... molto bella
Jura3 luglio 2013
Travolgente il desiderio di cambiare, di ricominciare che comunicano questi versi, maturati quando ci si rende conto di aver vissuto un tempo di logorio.
