Mente schiava
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Una lirica molto profonda che ho riletto con piacere, versi armoniosi in una trama interessante che ho molto apprezzato per la sua particolarità, condivisa.
Mi piace questo senso di continua precarietà che si avverte in un tutta la poesia. D'altronde questo ondivago stato è molto comune in una cultura, quella occidentale, la quale si è auto imposta di assegnare un primato alla mente relegando gli istinti ad un semplice comprimario da disprezzare un po'. Però l'uomo è fatto da sangue e carne che assieme urlano, attraverso i sintomi di malessere, la loro contrarietà a questa violenza subita.
Spesso la mente si inerpica per sentieri scoscesi che fanno "ruzzolare" i pensieri... paure ancestrali riemergono... solo apparentemente chissà da dove... ma ogni cosa ha un perchè...fosse anche nei recessi dell'anima o della storia umana. Il pensiero, l'intelletto, la ragione... ma saranno realmente un dono?.L'invidia del soffione... moderna leopardiana.
Un'introspezione profonda che sa cogliere con acuta analisi l'attività di rielaborazione mentale soggettiva ed i percorsi legati al condizionamento. La natura è davvero un modello da imitare per sentirsi liberi e volare. L'umanità tutta, e non mi escludo, è come condizionata da alcuni meccanismi apriori che sembrano imprigionarla. Una riflessione vista dall'angolatura del tuo Io. Straordinaria.
Talvolta siamo prigionieri delle nostre congetture mentali, che ci intrappolano in una sorta di circolo vizioso da cui non riusciamo a venir fuori. Per ritrovar la calma e la serenità, dovremmo farci guidare dalla natura, così come ad esempio fanno le spore, che fiduciose affidano le loro esistenze al vento e che forse per questo, un po invidiamo.



