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Introspezione 9 aprile 2007 · lettura 1 min · 2412 letture

Confessione

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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Giungo a te mare immenso, avvolgi, divina notte, le mie membra, annulla il mio pudore, voglio denudare il mio animo sommerso da inquietudini moleste. Ascolta, mare profondo, mentre seduta su questo scoglio cerco di dimenticare, ciò che mi sconvolge. Una solitudine nel cuore che dilaga sulle onde d’una sinfonia che sussurra e mi avvolge con spire di dolore. Un rimpianto che non mi vuol abbandonare, tetri spettri mi accerchiano lesti e non scorgo vie di scampo. Una paura dei domani che è freddo e poi terrore a strapiombo sulle fauci d’un leone. Il sentire, poi talvolta, la morte che ti spia. Vorrei specchiarmi sul tuo volto e riconoscermi qualche volta. Confondi le mie paure nella tua soffice spuma, allontana i miei timori con le tue onde, conducimi lontano scivolami dentro tempra i miei polsi tremanti soffiami nel cuore la tua brezza salata regalami l’azzurro allontana da me l’inganno nascondimi tra le tue onde quando il mondo mi spaventa.
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (1)

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L
Landido9 aprile 2007

poesia, semplicemente poesia! Al mare affido spesso anch'io la mia vita! la tua è una confessione, verità di vita che mi appartiene come lo scoglio che ti vede seduta a meditare sulla paura del domani, sulla morte... Quando si scrive una poesia la si scrive per sè ma nel donarla agli altri è come un'onda che travolge glia animi che in essa si immedesimano! bellissima e! grazie per l'emozione che mi hai regalato e per la forza di affrontare questo nuovo giorno.