Mi accompagnano
Gesuino Curreli
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Mi accompagnano i trilli di un cantino,
e il pomeriggio avaro nega il sole
alle felci bagnate nelle aiuole
dall'insolito broncio del mattino.
Con la chitarra acidula e gitana
scivolo in un mondo che non mi appartiene,
ma lo penetro e invoco le sirene
dedito a una narcosi dolce e strana.
Luglio di altra stagione e di contrasto,
rotti i cliché di sempre, mi sorprende
con l'ovatta nebbiosa che sospende
i rumori di strada in un impasto
a cui il ricordo, languido, si arrende.
Non qui, non lì, sospinto nella sfera
dei perché esistenziali mai risolti,
in ere primordiali, nei raccolti
silenzi di un'atavica preghiera,
vago per luoghi e canti dissepolti
...e poi sarà così tutta la sera.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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s
sergio garbellini9 luglio 2013
In questa lirica il poeta si sorprende per il tempo contrario che annebbia le giornate di luglio e si ferma a riflettere di come questi cambiamenti portano ad un senso di strana novità, attraverso i versi, sempre e comunque in metrica rimata, io nostro si sofferma in una bella dimostrazione di ispirazione poetica con una terminologia molto plaudente, condivisa.
