Bambino non nato
Io fui lo spazio
dove nidificasti
piccolo uccello implume
in quello stesso spazio
ti perdesti
Fui l'acqua per dissetarti
tu fosti la mia sete
fui il sogno dei tuoi sonni
e tu il mio sogno e veglia
Nel fitto del silenzio
l'eco della mia voce
gentile ti giungeva
cullando
la tua fragile carne
ancora muta
Ma sentivo il tuo riso
e poi sentii il tuo pianto
io sola lo sentivo
mentre
dolcemente
dolorosamente
via da me scivolavi
incompiuto.
Perché, perché hai dovuto
perché hai voluto
restituirmi la vita
bambino?
Chi guidò la rinuncia
a comparir nel mondo
soltanto i forti?
Sempre vince- indifferente
all'umano dolore -la materia
serrata nel silenzio
senza ragioni
senza ragione
Ora tu vivi, vivi nella mia fiaba
inventata per te rimasta indenne
ma priva di parola - coro muto-
a lamentare imperscrutabile dolore.
Non guardare alla terra sconosciuta
che non ti volle e mai non ti appartenne.
©
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