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Riflessioni 9 luglio 2013 · lettura 1 min · 760 letture

Isacco

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Saccio Mastrallievi 47 poesie pubblicate
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L'emergere nell'oscurità della stanza del mio occhio insonne. Nell'aria attonita, è quasi impercettibile, come una lucciola al crepuscolo che fremendo nella nebbia, va disegnando l'irrequietezza ed il disordine d'un paesaggio brullo e selvatico, in viso corrucciato nella fronte, poco fertile ed arido nel cuore, incolto e soltanto compatito dal pallore irrequieto d'una falda in superficie, riflesso e fonte di vanto per gente di terra, come me che nella lotta intensiva della vita ha perso il treno dell'industria, della fama e del progresso quando, io me osservo riflesso, inerme e nudo soltanto bisognoso di misericordia e belando al Cielo il mio spirito divino mi ammanto di speranze frivole, quando, come sempre, è troppo tardi. Mi sento un montone impigliato in una rete di figli orfani, d'un padre di popoli. Assente, avido.
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Saccio Mastrallievi
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