Remi
Di quanti altri orizzonti
intrappolati sul finire
di giornate intense
ha bisogno l'amore
prima di sbiadire
nel gioco impersonale
di contrasti,
tipico dei tramonti
sul mare?
Pensavo a questo
e non te l'ho mai detto
mentre il fantasma
dell'ipocrita menzogna
d'una storia vissuta d'altri
in altri tempi ed altri luoghi
scompigliava e scuoteva
le nostre teste, ma tu...
Avevi un modo molto rassicurante
di baciare le mie perplessità e noi
saremmo sfuggiti a tutto e chiunque,
avremmo trovato il modo
per ingannare anche
il fantasma del nostro tempo,
ma noi stessi...?
Eravamo i remi tinti di bianco
che infrangevano le acque.
Eravamo due?
Ci traghettava pigramente
il flusso dolce di parole giovani
e pensieri soavi.
Chissà se anche tu
fra uno strido e l'altro hai visto
negli occhi dei gabbiani
il nostro, il mio
naufragio.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele20 novembre 2013
ho letto e riletto ed è meravigliosa, il trascendere su ambiti ed il configurare determina i sentimenti come un'onda creata dal vento il cui epilogo ora steso ne esegue la scia... SUBLIME
