Domenica d'essenza
Distesa in quel letto
del respiro ritmo unito,
in preda a quel plagio
rinnovi il tuo riposo.
Lento divaricar di arti
scomposta sagoma incline,
palpebre chiuse verso il soffitto
son partecipi del tuo conflitto.
Adagiata... sul letto la mano
in quel segno di resa in attesa del soffio,
per riprender quel volo
e ridar slancio al saluto.
Tu... non parli... o madre
vivi prigioniera in quel tuo limbo,
senza distrazioni le tue visioni
e non irradi i colori del sorriso.
Solo il pensiero e la speranza
sono padroni della stanza,
in questa rovente domenica d'essenza
solo routine e minima assistenza.
Il domani al varco ci attende
in quella foto immagini di presente:
ci accoglierà dell'inverno un pallido sole...
o neve e gelo stenderanno la rete?
Parlo a te... mamma
ogni storia ha la sua radice,
non si rompe mai quel cordone ombelicale,
generosa fonte di calore
ora e per sempre,
lungo il sentiero dell'amore.
©
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Commenti (2)
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mollimra15 luglio 2013
Un nodo alla gola nel leggere questi bellissimi versi... molto molto commovente e bella
Sara Acireale15 luglio 2013
La mamma, colei che ci ha dato la vita, che ci ha amato più di tutti al mondo, sta per partire verso un viaggio senza ritorno, versi immensi cieli e spazi infiniti. C'è un filo sottilissimo che ancora la trattiene ma quel filo si spezzerà lasciando tanta commozione e immenso dolore... Una lirica piena di pathos che mi ha molto commosso...
