La foto dell'ultimo giorno di scuola
Leggi al di là della triste stesura
forse c'è scritto che ho solo paura
e tengo nella mano
la mia mano che trema...
per portarmi lontano,
dove tutto è com'era.
Se c'è troppo silenzio
finisce che cado...
mi guardo intorno,
non so mai dove vado.
Io sono l'astuto fregato dal tempo
il grido più muto e soffocato del vento
io sono solo
(vorrei non essere)
un bambino sconfitto
che non sa più crescere.
In prima fila sempre distratto
guardavo qualcosa
che non c'era affatto...
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Commenti (2)
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Annamaria Barone16 luglio 2013
straordinario ritratto di un ragazzo, di un uomo, che sembra sempre un passo avanto, o un passo indietro, o forse altrove. Una filastrocca, il ritmo è cadenzato, le parole cadono come grosse gocce di acqua su un terreno polveroso, sembrano poterlo bagnare, finiscono solo per dispedersi e diventare altra polvere.
nemesiel18 luglio 2013
Si guarda qualcosa che si può solo immaginare... e niente può darci certezze o punti fissi all'orizzonte. Visione assai amara, di un futuro trascorso divenuto presente... una incertezza che accompagna il verso, un pessimismo che va oltre il contingente.

