Il giorno dopo
E' il mio paesaggio interno
come un lago assetato
dagli argini corrugati
con vortici a mezz'aria
di polveri sospese
Un balletto infernale
un non so che di arso, di cinereo
di scomparso,
d'eterno
di non so che...
Bava di vento
tizzoni spenti memorie fumiganti
avvoltolate in livide torsioni
Scarnificato ventre
impudico si mostra con lo squarcio
aperto l'eucalipto
come destriero
pugnalato
nell'ultima sua corsa.
Simulacri di niente
così in me
allineati
minutaglia, muraglia,
E un non so che di arso di cinereo
nel cielo, il giorno dopo.
©
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