Meriggio

Meriggio che muove l'intreccio
ardita enfasi che ricuce distratta,
dall'alto ombrose fronde in riga
sentinelle all'erta della Natura.
Paesaggio stanziante che ti poni di fronte
in quel via vai aggressivo,
frenetico ritmo che assale
nel vortice arido del fare.
Nel mosaico presente
non manca la parola del treno,
in quella silhouette scattante
per render più miti le distanze.
In quieta visione d'insieme
la bellezza del cielo stende il velo,
mentre scattando e planando
ogni volo irrompe leggero.
Congestionata vita di provincia
ripiegata su se stessa opera,
venti moderni scrivono un'altra storia:
dove ieri tutto era assiso
al grande ingegno e alla gloria.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Saverio Chiti21 luglio 2013
quanta storia nel passato della nostra cittadina... e nel viver presente c'è ancora gloria, se non si pone limiti a quel che si vuole... certo adesso tutto è più difficile... ora che la crisi morde alle calcagna! ma nel frescheggiar del meriggo, tutto tace... e il pensiero va dove anche il cuo giace! Bello è il paesaggio che rischiara la vista... godiamoci di questo, e quel che sarà... non condizioni la vita! splendidi ituoi versi d'amor per la natia terra!
