Ti avrei chiamato
Gesuino Curreli
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Io ti avrei chiamato Serena
quando vedo in te, alta, la luna
che sorride alla sera e accomuna
i poeti alla sua cantilena.
Io ti avrei chiamato Cipolla
quando sento il profumo dell'orto
sul tuo corpo sudato, e alla zolla
porgi i baci di umano sconforto.
Io ti avrei chiamato Cavalla
quando sciogli la briglia e, fremente,
ti cavalca la voglia più ardente
fino a quando ti accoglie la stalla.
Io ti avrei chiamato “Di giada”
quando sento il velluto dell'ora
sulla pelle che apre e accalora
i suoi pori con fine rugiada.
Io ti avrei chiamato Nostrana
col ricordo degli occhi antracite,
l'olivastro sul viso, e pirite
sulla bocca color melagrana.
Io ti avrei chiamato Poiana
per le tue evoluzioni inattese
dentro il cielo specchiato e turchese
della mia ingenuità grossolana.
Io ti avrei chiamato Profumo
perché sei dissolta nel breve
tratto amaro di vita, più lieve
della nebbia autunnale e del fumo.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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s
sergio garbellini22 luglio 2013
Versi distribuiti in quartine per una trama leggera, ma molto significativa, laddove l'autore con la dolcezza dei versi alterna vari particolari con una sequenza molto deliziosa, il suo verseggiare è sempre di ottima qualità, complimenti all'autore.
