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Introspezione 22 luglio 2013 · lettura 1 min · 2115 letture

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Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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giocano sul selciato dei miei bisbigli giostre di matti scheletri di vuoti inaffidabili venti ma c'è una mano che trattiene polvere minima centellinando i giorni muoio così in gorghi di ciechi risvegliandomi tra fiori incantati navigo alterne stagioni in un lastricato di segni che scolorano i fiati e poi ripartono spediti in questa guerra senza feriti solco i contorni del mio essere Donna e ingoiando sagome di urli fra dissipate tenebre di nembi prendo forma
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (4)

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nemesiel22 luglio 2013

Un'avvicendarsi di immagini nell'altalena della propria ricerca, della consapevolezza dell'essere donna. Versi che catturano l'attenzione e si fanno rileggere per meditare.

Francesco Rossi22 luglio 2013

Contorni di immagini bellissime in sciolta poetica.

Azar Rudif22 luglio 2013

La "forma" o, meglio, il proprio essere è qualcosa che la si possiede sin dalla nascita e rimane nascosto finché lo si riesce a scorgere. In quel momento prenderà il sopravvento anche se decidiamo di tenerlo nascosto agli altri. Altri cui mostreremo solo la forma che abbiamo costruito per loro come un artista che ha modellato un pezzo di marmo in una statua bellissima. La forma che siamo o quella che costruiamo costano guerre e scontri che, apparentemente, non lasciano feriti, ma potrebbero far pendere l'ago della bilancia verso il nostro vero essere o verso quello che abbiamo costruito. Importante, a mio avviso la terza strofa: il geco è il simbolo della rigenerazione e della rinascita e l'autrice rinasce tra fiori incantati...

EnzoL23 luglio 2013

ci sono passaggi in questa lirica che rievocano dolore, evocativi di una crescita, di passi errati e di disfatte risorge il proprio essere, 'la forma' o ES che dir si voglia a rimbrigliare la propria esistenza e a collocarla nella giusta dimensione . molto molto apprezzata