Barbone

In queste strade circolari,
vuote d’anime,
spalmate di ciarle annoiate,
capovolte, riverse nel mojito,
deglutite perché lisce scorrono,
sono acqua,
né infamia né gloria per loro,
anestetico illusorio alla solitudine,
alla paura, alla vertigine
che provo bagnando
la notte col mio insonne buio,
che risplende su l’unica luce
che capto respirando,
dilatando i polmoni a sera
per non perdere, trattenere,
per imbrattare col tuo cuore
un battito alla volta
questa pagina
altrimenti bianca
di solo inchiostro tinta.
©
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L'autore
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Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
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