Come tanti dicono
I
Tutto quello che va via
Per sempre
Dimora consegnato
Tra le ciglia e una prima
Ruga
Muove fino a quel momento
Ride del senno scarnificato
Della biografia
Splendida e remota
Di una memoria affettiva
Ma in quel dopo che
Non c’è
Quella è un’ombra di luna graffiante
Questo è il sacrificio che restituisce veglia
Alla ragione, sì, lingua di un ritmo
Lento
E si pronuncia
Proprio così
II
Per tacere, passano i giorni
Su tavoli da due soldi
Spariscono i locali delle piccole cose
E in gruppo, contando gli sciocchi
Rappresentiamo il crepuscolo
Per ognuno di noi
III
L’edificio in fondo alla strada
Che ho riconosciuto più tardi
Messo in vendita su mappe
Rudimentali
Corrisponde a una
Impressionante apparizione
Per esempio, gli abitanti scommettono
Su lutti che resistono ai modelli
Della vita consacrata e generosa
Destinati a un’altra collezione
Non hanno forse ragione? Perché
Senza riserve, si abbandonano
E si incontrano con le fonti del sorriso?
Ti amavo,dice uno, non pensando
Alle ansie dimenticate sull’erba
E nei salti di cuore, frazionati
Per renderci più fiduciosi, lo sai
IV
Tutti i mondi restano in un volto
Nel verso, il merito maggiore
A principio secoli irripetibili
E’ spesso acerbo e pesa di fiato
Il tuffo estremo, a tingere ossesso
Pezzi di fiore come parole vive
Finisce senza passione e antiche
Lancette qualche volta si aprono
In un luogo qualunque o nell’infanzia
Come fogli di un primo capitolo
Talvolta squarci che un paesaggio
Di pozzanghera
Non può sentire dolorosi
V
Tutti gli uomini
Come tanti dicono
Nascono volati da un vento
Adolescente, a che un singolo
Pensiero senza carne, assalga
Le ragazzine quanto basta
A spettinarle completamente
E per chiedere se l’amore
Per sempre vive
Oppure già estinto
Piega ancora
Una figura di luna
VI
Sgradevole e dura
Sei tu, mi carichi di voglie
Di stare nell’esperienza tutta
Attraente come una vecchia compagna
Isterica, riaffiorata nel tempo
Che toglie spazio agli ampi busti
Torreggianti sul comodino
Alla fine, mi do un nome
E una storia che non sia
Il mio sguardo per te
Donna che amo
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Commenti (1)
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E
Evaluna Sperber3 novembre 2007
mi sembra una di quelle poesie che leggevo a scuola... nn le capivo subito nè forse mai... ma arrivavano dritte dentro suscitandomi una invidia di pancia per la voglia di scrivere anche io qualcosa di tanto ”dentro” il sentire..