Tacita (mente)
Elena Poldan
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petali si staccano
nel computo del vento
il volto una maschera senza voce
fra le mani un rosario senza grani
e un giglio bianco sul seno
ma invertiti gli emisferi
ruota al contrario la Terra
capovolgono gli astri i destini
precipita la luna
e spento il sole
attendo al mio funerale
senza preci e senza onore
che dia il commiato al mio dolore
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (2)
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Stefano Drakul Canepa30 luglio 2013
un commiato sottovoce, eppure godibile per chi respira vento nero...
Azar Rudif2 giugno 2014
Assenze... e capovolgimenti ... Qualcosa che non troviamo nel nostro spirito e che proiettiamo in un mondo che si capovolge come le nostre certezze. E' una fine ignota e senza ricordo che si augura al proprio dolore che non merita altro. Versi tristi, ma di ribellione verso ciò che ci addolora e che uccidiamo senza il dovuto commiato... bella!


