Duello al sole
Banchi di quercia dove corre la birra,
pianisti affannati di forti can can
note bucate da sigari e colt.
Zoccoli lenti di lazzi e criniere
uomini e polvere tese sbattute,
balzan da selle di cuoio e fucile.
Stelle di latta alzano il capo
da sotto cappelli e seggiole in bilico,
come annoiati ma attenti e guardinghi.
Il sole nasconde sgherri e speroni,
una spinta alla porta e il legno si apre
in ostaggio la sete tra sputi e tabacco.
E cessa il frastuono di carte e bicchieri,
di attonite donne su scale e ringhiere
un rapido sguardo a mani e stivali.
Sospinto dal vento sbircia veloce,
curioso un cespuglio e rotola ancora
che di tanto silenzio fermarsi non può.
Tra chiese e campane un carro si muove,
di muli e pennacchi di croci e di casse
lo smilzo, nero vestito, di ghigno a pazienza.
Si allungan le ombre, lancette e rintocchi
gomiti e pinte a posar sul tavolo
volano assi e dollari doro.
Ecco la voce, rauca e pesante,
d’un nome scandito ora trovato
quello di sempre di fuori a chiamar.
Tutto si ferma barbieri e negozi, cani e respiri
spalanca polmoni e coraggio,
un ultimo grido e ancora di nuovo.
Stridono assi pavimenti e passi,
risposta assoluta al richiamo foresto
veloce e nervosa le dita sul ferro.
Un lampo uno sparo uno sguardo atterrito,
quasi una beffa o forse un sorriso
si accende una paglia gli gira le spalle.
Ancora due passi e crolla pesante,
accorre la gente a cerchio dell’uomo
finita l’attesa sprecata è l’angoscia.
Sul moro destriero va di galoppo,
diventa lontano guerresco marrano
di polvere e traccia dilegua nascosto.
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Commenti (1)
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M
Maurizio Brancaleoni12 aprile 2007
... un film western in piena regola... bè, che dire, non è proprio la mia idea di scrittura poetica, ma ci sai fare...