Come si addice a un cesso

No, non devi darmi conto,
gl’occhi sgranati paura allo specchio,
paura e specchio,
paura e specchio,
questo è il conto,
questa piega sul cuore,
segnalibro, segna- vita,
battistrada di...
cos’è la vita per occhi che sperano,
disperano, aprono porte e spremono,
dopo ci sei tu, quel che resta di una lacrima,
spenta nel battito delle ciglia, ci sarai, sempre,
tu, che amore mio amore grande,
tu, che milleuno modi per dirmi ti amo,
tu, che la mia ombra ti portavi nel letto di un altro.
Solo, solo che io, non ero e non sapevo,
ero distratto,
fottevo me stesso,
io, che non ho mai baciato nulla più che il tuo senso,
quel tuo pratico seno, e gli spasmi tuoi lasciati nel letto,
io, che non ho mai baciato nulla più che la tua voglia,
insana pretesa tua di usarmi, leccarmi,
stendermi come bucato
e far vedere quanto è casto il tuo talamo.
L’ultima cosa, con rispetto,
io sono single
e tu tu tu tu,
occupata come si addice a un cesso.
©
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L'autore
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Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
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