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Riflessioni 19 agosto 2013 · lettura 1 min · 2896 letture

Follia

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Sembrava blu ma era nera tempesta carica di travagli e confusione. Sradicò la tua mente, se ne impossessò e la ridusse come un campo di battaglia. Allora non ci fu più tempo, non più sole e nemmeno luna, uomo senza scopo e senza meta. E tu vagavi, spettro senza passato, nuova creatura sbocciata dal nulla, senza parole da dire, icona di chi nella vita è incappato in un destino nemico e traditore. Quante voci nella mente, confuse come grida lontane, disperse in una notte che non trova giorno. Invano cercasti aiuto in colei che poteva capirti ma il tuo corpo giovane e forte si ribellò al tuo volere e tu, padrone del niente, assaporasti l’amaro dell’inquieto vivere. In fondo sapevi l’ora della tua partenza, all’ultimo stadio di quella folle gabbia.
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Commenti (1)

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Sara Acireale28 agosto 2017

La tempesta interiore (causata da eventi negativi) sradica i pensieri dalla mente, genera confusione... Nella mente è un turbinio di voci che si accavallano e diventano ossessive. Penso che ci si può sentire prostrati, come dopo una battaglia. Il problema è che non esiste un confine assoluto fra "normalità" e malattia mentale. Bisogna stare ATTENTI e restare sempre vicini a questi individui depressi e fragili perché in loro può scattare la molla del suicidio. Si tratta di un grande problema difficile da trattare ma il Poeta c'è riuscito molto bene...