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Amore 23 agosto 2013 · lettura 1 min · 2984 letture

Vecchio pianoforte

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Di te sognando inoltro i passi dove più solo sento d’essere e nessuno turba il fluire dei ricordi miei. Ora mi avvedo dolorosamente che in buio luogo, squallido, di cui sporcizia e disordine narrano povertà e malessere sono pur ora giunto: ma nei miei sensi penetra suono tremante e querulo di annoso pianoforte malato di vecchiaia, che mima antico cembalo: il tocco esatto e agevole rivela dita giovani, studiose, che impavide s’inseguono sugli avori velati dal tempo, cantando una partita di Johann Sebastian Bach. Cosa mai dalle dita ‘ dell’ignoto pianista potrebbe per noi nascere da un pianoforte nuovo di concerti capace grandiosi, fino ad oggi inascoltati? Riconosco il tocco cieco dell’ignaro Fato, demente dispensiere d’ogni cosa al mondo, che te privò, giovane genio, di materiali mezzi e me di quella cui pensar non debbo.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Annamaria Barone24 agosto 2013

come una sonata accompagna, la poesia in un mondo fatto di tristezze e forse di rimpianti, la primavera e la speranza lontane, il tramonto che incombe e quel Fato, simile, che privò il musicista e l'autore di qualcosa che forse avrebbe cambiato le cose. Sublime