La luna
La luce lunare stanotte
è un fascio potente ma crudo
come riflettore sul palco
dove attori malmessi,
di Shakespeare i versi sonori
trascinano con voci nasali
per una vuota platea.
I raggi incolori dell’astro
incidono un deserto paesaggio
di pietre e di sterpi che immoti,
ghiacciati per secoli eterni
da quel chiarore inumano
appaiono alla vista.
Ahi come riconosco
in questo deserto il mio stato,
ché ignavo padrone di mia
esistenza non curo
il tentativo almeno
di recitare la parte
con migliore intenzione
e di capire infine
che anche luci sgradite
pur rendono visibile
la strada che da fare
mi resta ancora davanti.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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