Chiusi nel grembo
Chiusi nel grembo dell'abisso,
- passi. clop.. clop. .clop.. -
un passo alla volta - crack ! "Dannazione !" -
Camminando sopra i giocattoli
calpestano i volti delle bambole
i capelli si spandono nel vuoto.
Cercano la luce..
- thump...crack. "Porca miseria !" -
..di una stanza senza tetto.
dei passi inconsapevoli di cadere
delle stelle illuminano da troppo lontano
arrivo alla finestra, mi appoggio sul davanzale
shhhhhhh.. silenzio..
Senti che bel vento.
amano la rosa che giace nel giardino
ma non la vedono mai
mai... non la guardano mai.
Quanto è bella e profumata
quant'è crudele coglierla
cieca come mani tremanti
e parole rotte d'emozione
vivida come incubo è la sua bellezza
vedono i loro capelli appassire
la loro pelle cadere in terra.
"shhhhhh...
Si. Lasciamo il posto ai fiori" disse il seme.
e gli alberi immobili
tacciono il vento ora
ascoltando arie musicali
che provengono da una bocca
in cui si affacciano semplici, i sorrisi.
"Dunque fateli innamorare..." dissi.
lasciate che si guardino negli occhi per un pò
e in un istante fate partire la freccia dolorosa
un flauto cercava di volare aiutato dal piano
la tromba gli diede quel coraggio che mancava
Démoni guardiani dei sospiri tentateli !
nel gorgo del non ritorno fateli vorticare !
la testa gli deve girare !
come al fiocco di neve nella sua palla di vetro
dove passione e realtà giocano
come due colori che non si mischieranno mai
turbolenti e cangianti si lottano
"shhhhhhhhhh non cadrebbero mai...
se facessero più attenzione..."
perderanno l'odio e il proprio corpo
l'egoismo svanirà come svanisce il fuoco
come fili di colore rosa senza acqua
e tremendo calore cavalcherà le onde del mare
arderanno allora gli oceani di un mondo nuovo
e chiameranno ad alta voce dal profondo
urleranno bassi con fermenti di terremoto
per addormetare la deforme bestia idiota
e risvegliare la spossante Natura delle Cose
nei notturni placidi brividi di un lago
un sogno interminabile che si perde nel buio.
Ho altre pietre conservate al sicuro
ma questa arde e ribolle nell'acqua
come ferro nel forno del fabbro.
Una piccola mano raccoglieva un gioco
il gioco della pietra in fiamme
in una stanza fuori dal mondo
fuori... via... non potrei sapere dove.
la sua mano odora di tempera verde
il suo cuore odorava di fragole
il gioco era felice finalmente
il gioco allora moriva
allo scoccar della mezzanotte
come un due di picche senza più regina
e nascevano allora i cuori
Laggiù in quel paese mai visto
ribolliva il rosso sulle mele sotto al sole
di un amore mai spento
così prenderò da esempio
durante le mie pause nell'ombra
quando un coniglio con il frack
e l'orologio da taschino passerà, non lo seguirò.
Mi farò seguire in sconfinati spazi al di là
lassù dove arrivano solo gli sguardi
e le luci delle candele.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
Commenti (3)
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G
Grandesempre Giorgio16 aprile 2007
Letta tutta, anzi riletta, perché è ricca di significato, mi è piaciuta molto!
Leaf17 aprile 2007
sì, i King sarebbero perfetti... ma tu ci cogli sempre impreparati, Fra... docilmente impreparati...
B
Bob17 aprile 2007
come al fiocco di neve nella sua palla di vetro br dove passione e realtà giocano br come due colori che non si mischieranno mai br turbolenti e cangianti si lottano... Grande poesia, bob.

